Quanto tempo passiamo su Internet?
Martedí, 19 Febbraio 2013

 

La dipendenza da Internet o Internet addiction è in realtà un termine piuttosto vasto che copre un'ampia varietà di comportamenti, ai quali sottostanno da un punto di vista psicologico problemi nel controllo degli impulsi e difficoltà nel regolare gli stati emotivi dolorosi. Inoltre la dipendenza da internet e la dipendenza dal computer sono ormai inscindibilmente legate e a volte si usano i termini dipendenza online o dipendenza tecnologica per indicare il fenomeno nel suo complesso.

Secondo Kimberly Young, che ha fondato il Center for Online Addiction statunitense, sono stati infatti riconosciuti 5 tipi specifici di dipendenza online:

      Dipendenza cibersessuale (o dal sesso virtuale): gli individui che ne soffrono sono di solito dediti allo scaricamento, all'utilizzo e al commercio di materiale pornografico online, o sono coinvolti in chat-room per soli adulti. La stessa può accompagnarsi a masturbazione compulsiva, vedi anche la più generale dipendenza sessuale.

      Dipendenza ciber-relazionale (o dalle relazioni virtuali): gli individui che ne sono affetti diventano troppo coinvolti in relazioni online o possono intraprendere un adulterio virtuale. Gli amici online diventano rapidamente più importanti per l'individuo, spesso a scapito dei rapporti nella realtà con la famiglia e gli amici reali. In molti casi questo conduce all'instabilità coniugale o della famiglia.

      Net Gaming: la dipendenza dai giochi in rete comprende una vasta categoria di comportamenti, compreso il gioco d'azzardo patologico, i videogame, lo shopping compulsivo e il commercio online compulsivo. In particolare, gli individui utilizzeranno i casinò virtuali, i giochi interattivi, i siti delle case d'asta o le scommesse su Internet, soltanto per perdere importi eccessivi di denaro, arrivando perfino ad interrompere altri doveri relativi all'impiego o rapporti significativi.

      Sovraccarico cognitivo: la ricchezza dei dati disponibili sul World Wide Web ha creato un nuovo tipo di comportamento compulsivo per quanto riguarda la navigazione e l'utilizzo dei database sul Web. Gli individui trascorreranno sempre maggiori quantità di tempo nella ricerca e nell'organizzazione di dati dal Web. A questo comportamento sono tipicamente associate le tendenze compulsive-ossessive ed una riduzione del rendimento lavorativo.

Gioco al computer: negli anni ottanta giochi quali il Solitario e il campo minato furono programmati nei calcolatori ed i ricercatori scoprirono che il gioco ossessivo sul computer era diventato un problema nelle strutture organizzate, dato che gli impiegati trascorrevano la maggior parte del giorno a giocare piuttosto che a lavorare. Questi giochi non prevedono l'interazione di più giocatori e non sono giocati in rete.

 

Dipendenza da Internet nell’ottica cognitivo-comportamentale

 

Il modello cognitivo-comportamentale della Dipendenza da Internet (o più correttamente dell’ Uso patologico di internet - PIU) definisce l'uso sano di Internet come un modo di utilizzare Internet per uno scopo chiaro, per un periodo di tempo che può essere considerato ragionevole nelle condizioni specifiche per l'utente e nel riconoscimento delle differenze tra la comunicazione reale e la comunicazione attraverso Internet senza assumere una personalità diversa (Davis 2001).

 

Come per altri disturbi psicologici, anche per il PIU il modello cognitivo comportamentale pone i pensieri disfunzionali al centro dell’eziologia del disturbo, anche se riconosce cause più distali nel quadro di un modello diatesi-stress.

La diatesi (ovvero la suscettibilità o la predisposizione costituzionale a sviluppare un certo disturbo) è rappresentata nel PIU da una pre-esistente psicopatologia, che è ritenuta necessaria per lo sviluppo dei sintomi.

Il fattore di stress è rappresentato invece dall'incontro con Internet o con alcune nuove tecnologie di Internet, ad esempio la scoperta della pornografia in rete, la prima e-chat, il primo shopping on line o l’e-trading in borsa. Se la risposta psicologica alla sperimentazione di una nuova funzione di Internet è positiva, essa rafforza la continuità dell'attività per un meccanismo di condizionamento operante. Dopo qualche tempo anche stimoli associati come il suono di un computer che si connette a Internet, la sensazione tattile quando si digita sulla tastiera e l’ambiente in cui è posizionato il computer possono produrre la stessa soddisfazione attraverso risposte condizionate. 

Le cause più prossimali e più squisitamente cognitive del PIU sono state rinvenute nei pensieri disfunzionali tipici dei dipendenti da internet. Questi pazienti hanno un punto di vista negativo riguardo loro stessi ed usano Internet per ottenere giudizi positivi da altre persone senza correre rischi. Essi hanno generalmente distorsioni di pensiero quali ‘eccessiva generalizzazione’ o ‘pensiero tutto o nulla’ riguardo loro stessi ed il mondo esterno.

 

Tendono ad avere pensieri automatici su loro stessi come ‘Vado bene solo su Internet’, ‘Sono inutile quando non sono su Internet, ma sono una persona importante su Internet’ e ‘Sono un fallimento quando non sono su Internet’, e sul mondo esterno come ‘L’unico posto dove vengo rispettato è su Internet’, ‘Non piaccio a nessuno quando non sto su Internet’, ‘Internet è il mio unico amico’ e ‘La gente mi tratta male al di fuori dell’ambiente di Internet’ (Davis 2001). 

Gli Internet-dipendenti sono più inclini al catastrofismo e all’ansia rispetto alle altre persone. La fuga dalla realtà e dalle conseguenze percepite del catastrofismo rappresentano così ulteriori motivazioni all’uso compulsivo della rete (Young 2007).

 

Un modello concettuale ancora più recente è quello di Douglas (2008) che può essere approfondito scaricando liberamente l’articolo  "Internet addiction: Meta-synthesis of qualitative research for the decade 1996–2006” 

Secondo questo modello l’uso eccessivo di Internet è determinato da una serie di fattori:Antecedenti (come il trovarsi in ambienti che permettono l’utilizzo di Internet, l’uso di Internet per molti anni, la sensazione di essere fraintesi dagli altri, la poca vita sociale e/o la scarsa autostima); fattori motivazionali (Push Factors) quali il sollievo dallo stress, l’effetto relax e la soddisfazione di bisogni sociali; fattori di attrattività (Pull factors) rappresentati dalla disponibilità di applicazioni attrattive come il gioco d’azzardo online, i giochi e le chat, nonché il facile accesso alle informazioni,  la facilità dell’ interazione sociale e dello  scambio di idee su Internet se paragonata ad altri media.

 

Il Trattamento 

 

Considerato che i computer hanno un’importante funzione nella vita quotidiana, i modelli di trattamento che richiedono un’assenza completa di Internet non sono realistici. Diversamente dalle altre dipendenze, la terapia qui dovrebbe comprendere tecniche ed obiettivi che incoraggino un uso ordinato e controllato di Internet e attività alternative che tengano la persona lontana dalla rete (Young 2007; Young 2004).

Nella terapia cognitivo-comportamentale sviluppata da Young, la terapia è limitata nel tempo e di solito dura 3 mesi o 12 sessioni (Young 2007).

Durante la terapia, viene fatta un’analisi comportamentale e viene formulato il caso. Come in altri tipi di dipendenza, il comportamento d’uso di Internet è completamente definito in tutti i suoi aspetti tenendo a mente la possibilità che l’individuo stia nascondendo e riducendo le sue lamentele (specialmente gli utenti di sesso online). Al fine di raccogliere informazioni riguardo le abitudini dell’uso di Internet dell’individuo, il terapeuta cerca risposte alle seguenti domande: ‘In quali giorni ti colleghi a Internet tipicamente? A che ora del giorno di solito ti connetti? Quanto rimani connesso generalmente in una sessione? Dove usi di solito il computer?’. 

Oltre a queste, si dovrebbe anche investigare se gli utenti sono dipendenti da una particolare funzione di Internet, poiché il costante e frequente uso di una particolare funzione può far scattare la dipendenza da Internet e può anche servire da indicatore per gli interventi che intendiamo compiere durante la terapia. 

Per far ciò devono essere valutate le risposte alle seguenti domande: ‘Quali funzioni di Internet stai usando? Quante ore a settimana dedichi in media ad ogni funzione? Puoi elencare le funzioni che usi dalla più importante alla meno importante? Quale aspetto di ogni funzione apprezzi di più?’ (Young 1999). 

Altre domande utili includono: ‘Quale pensi sia esattamente il tuo problema, come lo interpreti? Quali sono gli effetti della dipendenza da Internet sul tuo ambiente? Cosa farai quando risolverai il tuo problema che non puoi fare ora? (motivi che spingono l’individuo al trattamento e agli obiettivi di trattamento) Perché sei venuto per farti aiutare in questo momento? (per sua volontà, indirizzato da parenti, cambiamenti di ruoli sociali, coincidenza) Per quanto tempo puoi rimanere lontano da una connessione a Internet quando ne senti il desiderio o la necessità? (quanto può tollerare l’astinenza) Com’è cominciato il tuo problema di dipendenza da Internet? (può essere iniziato dopo una perdita) Quali sono i fattori che incidono sul proseguire della tua dipendenza da Internet? (alcool, abuso di sostanze, presenza di altri).

 

Dr. Stefano Burelli

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