Lo stop dei Pensieri
Martedí, 20 Agosto 2013
Rompere l’automatismo delle catene di pensieri negativi

  • Non siamo nati con queste cognizioni negative (le abbiamo imparate, le possiamo anche disimparare)

 

  • Solo noi siamo responsabili dei nostri pensieri

 

  • I pensieri hanno una velocità estrema (la sequenza è soggettivo)

 

  • Le catene di pensieri negativi sono repetitive

 

  • Le parole iniziali sono personalizzate ed abitudinali

 

  • I pensieri sono connessi immediatamente alle emozioni (il meccanismo si chiude in un circolo vizioso)

 


Autoascoltarsi

 

Per individuare ciò che ci diciamo di negativo dobbiamo inizialmente cercare quello che “ci sembra più vero”, “più indispensabile da pensare”, che pensiamo la mattina appena siamo svegli, la sera prima di addormentarci, o quando ci guardiamo allo specchio. Autoascoltandoci scopriamo anche se ci rivolgiamo a noi stessi con il TU o con l’IO.


 

Cercare le parole iniziali

 

Se abbiamo individuato le nostre catene cognitive negative, spesso ci accorgiamo di loro quando siamo già nel mezzo del percorso, più le autoascoltiamo più possiamo risalire al loro inizio e scoprire che usiamo tutti, delle piccole parole d’avvio, culturalmente determinate, abitudinali per slittare nella catena negativa per esempio: mai, sempre, oh Dio, Mamma mia, però, se, vedrai, non posso, devo, tanto, ormai, ecc.

 

Queste parole non sono più neutre ma vengono utilizzate solo in un contesto negativo, non diciamo più a noi stessi : “però, che bel sole, adesso mi faccio un giro!”

 

Questo significa che tali parole, sono condizionate a dei contenuti negativi.

 

Ogni persona è talmente abitudinaria che non usa più di 5 diverse parole iniziali.

 

 

Lo Stop

 

Il nostro obiettivo è di eliminare delle catene negative repetitive che ci deprimono e ci tolgono energia mentale ed emotiva.

 

Prima riusciamo a mettere uno stop a queste catene, più energia risparmiamo e meno cadiamo in uno stato depressivo; questo ci permette di avere più probabilità di pensare a qualcosa di neutro.

 

Per abituarci a dare uno STOP, possiamo allenarci a dire STOP a

qualsiasi pensiero che ci viene, in qualsiasi momento della giornata.

 

La nostra meta è di interrompere la catena prima possibile. Così possiamo decondizionare le parole iniziali dal contenuto negativo; ricondizionarle, ad un contenuto neutro.

 

 

Decondizionare

 

Avendo individuato le parole iniziali vogliamo adesso collegarle allo STOP: mai-STOP, sempre-STOP, oh Dio- STOP, ormai-STOP ecc.

 

 

Ricondizionare

 

Non pretendiamo, irrealisticamente di pensare subito a qualcosa di positivo, anziché negativo, perché ciò innescherebbe solo una lite mentale e, probabilmente, vincerebbero i pensieri negativi avvantaggiati dall’abitudine.

Vogliamo cercare invece, un pensiero, un’ immagine neutra, che abbia le stesse qualità dei pensieri negativi, essere cioè semplice e veloce da pensare.

Possiamo scegliere un oggetto per esempio una palma, un fiore, una montagna durante il tramonto, o una sequenza semplice di suoni, una piccola melodia.

 

Anche movimenti fisici, come ad esempio compiere un passo in avanti ed uno a destra può funzionare. E’ importante la semplicità e la velocità con la quale riusciamo a farlo subito dopo lo STOP. Il nostro inizio diventa allora: “Mai – STOP Palma”, ecc.

 

Dr. Stefano Burelli

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