Facebook : che cosa condivido ?
Lunedí, 08 Febbraio 2016

Facebook ed i social network hanno sempre più spazio nella nostra vita , ma quali sono le implicazioni sul modo di percepire noi stessi ed il mondo che ci circonda ?

 

La sintesi

 

Gli studenti sanno bene la differenza tra approfondire un argomento e studiarlo in maniera superficiale . La notizia breve è il modo per non stancare chi legge, perché le persone non amano dedicare ad un contenuto online molto tempo , tutto diventa breve questo è il successo di Twitter e dei giornali online , che cosa s’impara ?

 

Brevi notizie , brevi stati d’animo , tutto molto veloce e superficiale. Una emozione , una situazione , una notizia richiedono del tempo per farle proprie , per pensarle , viverle ed elaborarle .

 

Il modo di dire in voga tra gli anni 80 e 90 “L’ha detto la tv “ può essere completato da “l’ho letto su facebook” , questo ci lascia indifesi rispetto alla veridicità delle notizie e dalle domande che seguono

 

Chi seleziona?

 

Sfogliare notizie , post , video in attesa che qualcosa catturi la mente rende passiva la mente e pone un’ altra questione importante : Facebook può influire sulle mie emozioni ? A quanto pare sì , infatti un gruppo di ricercatori delle Cornell University e University of California hanno modificato per un’intera settimana, dall’11 al 18 gennaio 2012, l’algoritmo che stabilisce cosa viene mostrato nella bacheca di 689,003 persone , la conclusione della ricerca è :

 

“Gli stati emotivi si possono trasmettere anche in maniera virtuale attraverso un computer , uno smartphone per un fenomeno di contagio, portando altre persone a sperimentare le stesse emozioni senza che ne siano consapevoli.”

 

 

I simili si cercano

 

Molto spesso i nostri contatti sono utenti che condividono con noi, gusti e convinzioni che già possediamo , rafforzando in taluni casi le nostre opinioni . Questo modo di selezionare , condividere e approvare notizie e pensieri non modifica la nostra visione del mondo ma può talvolta restringerla . Qualche decennio fa c’era un gioco che si chiamava “ Chi butteresti dalla torre? “ , la risposta non è difficile: chi non la pensa come me.

 

Condivido ?

 

Abbiamo appreso in passato a riconoscere i nostri stati d’animo e deciso con chi volerli condividere , ad esempio nell’adolescenza molte cose che appartengono a questo mondo sono gelosamente protette dal mondo adulto , scegliere se condividere o meno certi contenuti della mente determina il confine della propria intimità , frequentemente da attori e protagonisti dello star system dove tutto è pubblico e sotto la luce dei riflettori si rivendica questo diritto : questa è la mia vita privata .

 

I nuovi modelli comunicativi che hanno nell’istantaneità il loro pregio mettono in crisi la capacità di vivere le emozioni che si stanno appena formando per il desiderio di condividerle ed in questo modo di sperimentarle totalmente e di poteggere la propria intimità , poco tempo fa trovandomi per lavoro a Vienna visitai l’Albertina Museum e vi trovai trai i visitatori molte persone in preda al desiderio di fare foto alle opere d’arte ma pochi tra essi si soffermavano ad osservarne i particolari prendendosi del tempo per vivere questa esperienza.

 

Dr. Danilo Puzzo

 

 


 


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