Un aiuto per l'Alzheimer , imitare un gesto
Martedí, 05 Aprile 2016

Imitare un movimento , un aiuto per i malati di Alzheimer ?

 

 

 

 

La malattia di Alzheimer è una tra le principali cause di morte negli Stati Uniti .

 

Secondo gli esperti i malati di Alzheimer possono trarre giovamento dalla riabilitazione fisica e cognitiva, gli studiosi del settore sostengono che l’imitazione può essere un processo utile a ritrovare delle abilità perdute.

 

In effetti i malati di Alzheimer hanno la capacità di imitare in modo volontario il movimento di un oggetto, ed anche i gesti di un essere umano", così sostiene la dottoressa Ambra Bisio. "Se questa capacità è ancora integra , un malato potrebbe imparare di nuovo a eseguire alcuni comportamenti che sono stati compromessi da questa malattia “.

 

In effetti si tratta di applicare un metodo di apprendimento che noi tutti abbiamo usato sia a livello consapevole che inconsapevole durante il nostro sviluppo , imitare i gesti , le parole ed i comportamenti è una strategia evolutiva di natura psicologica e sociale che caratterizza l’essere umano.

 

L’imitazione è molto importante anche negli infortuni fisici , come ben sapeva l’ipnotista Milton Erickson che a causa di una malattia perse temporaneamente l’utilizzo delle gambe :

 

era seduto su una sedia a dondolo e sentiva un forte desiderio di guardare dalla finestra. La sedia si mise a dondolare nonostante egli fosse completamente paralizzato! [...] prese a utilizzare il suo metodo muscolo per muscolo, articolazione per articolazione. L'osservazione della sorellina che imparava a camminare gli servì da stimolo e da guida nella sua rieducazione." (Dominique Megglé, Psicoterapie brevi, Red Edizioni, 1998 Como, p. 32)

 

La Dr. Ambra Bisio è un ricercatrice presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell'Università di Genova. ed in collaborazione con il professor Thierry Pozzo ha evidenziato come i pazienti di Alzheimer riescano ad imitare un semplice gesto ciò potrebbe permettere la costruzione di esercizi che possono essere da supporto alle terapie già consolidate , questi risultati sono stati resi pubblici in Frontiers in Aging Neuroscience .

 

La ricerca della dottoressa Bisio ha mostrato che se la malattia dell’Alzheimer è nella sua fase lieve , i malati conservano la capacità imitativa , i risultati migliori si hanno quando l’interazione è umana rispetto all’utilizzo di strumenti come il computer

 

Secondo i risultati della dottoressa Bisio, il rapporto umano coinvolge l’emotività ed ha risultati migliori rispetto delle esercitazioni meccaniche che utilizzano meccanismi tecnologici.

 

Milton Erickson imitando la sorellina , riuscì con fatica e sforzo a camminare nuovamente e scoprì il fenomeno della “focalizzazione ideodinamica “ quando pensiamo ad un movimento lo attuiamo a livello inconscio confermando  così  il modo di dire : una idea si traduce in fatto . Questo fenomeno imitativo si conosce molto bene in ipnosi , dove viene utilizzato per stabilire nuove connessioni mentali per indurre una cambiamento comportamentale e cognitivo.

 

in questo link...Thierry Pozzo spiega come la musicaterapia può giovare ai malati d'alzheimer.( clicca sopra)

 

Dr. Danilo Puzzo ( psicologo psicoterapeuta)

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